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Ci sono infinitá di origini per ogni cognome.
 Questi son alquni degli origini conosciuti del cognome
Toscani:

           Non é una sorpresa che l' Italia, uno dei primi paesi dell' Europa  Occidentale, 
dopo la caduta dell' Impero Romano, abbia istituzionalizzato il sistema ereditario di cognomi. 
Ci sono documenti scritti che dimostrano l' essistenza di questo sistema che fu utilizzato 
per i Patrizzi della Repubblica di Venezia nei secoli X e XI. 
I nomi delle tribú romane discendono del fondatore del loro albero genealogico come nel caso 
delle famiglie veneziane. Tutti i cognomi possiedono diversi tipi di origini.

           Nel caso del cognome italiano Toscani, e le sue varianti italiane, 
Toscana
, Toscane, Toscano, Toscanini,
e americane Tuscan e Tuscany
questo cognome é di origine locativo, cioé derivato del nome del luogo Toscana
che é il nome di una provincia italiana.

        Secondo l' etimologia, il nome Toscana, é derivato dai termini che significano
"la terra degli estruschi". Toscana si trova nella riviera ovest dell' Italia e fu nell' inizio 
un Ducato Soverano, il quale corrisponde all' antica regione dell' Etruria. 
Gli etruschi o toscani furono conquistati per i romani che chiamarono alla terra Tuscia. 
Si crede che il nome Etruria abbia derivato dalla forma latina del greco 
Tyrrheria o Tyrsenia.

I romani chiamarono agli abitanti della regione Tusci.
Il cognome Toscani si trova particolarmente associato con la
Campania, Calabria ed Emilia Romagna.

Ausilio prezioso per la storia e la genealogia, specie sui primi Toscani è quanto scrissero di essi lo storico: 
 
* Castiglion, Morelli nella sua opera "De Patricia Cosentina Nobilitate" pubblicata nell 1713; 
* Andreoti, Davide
nella "Storia dei Cosentini" pubblicata nell 1869 in tre volumi; 
* De Rosis, Luca
nell "Cenno storico della Cittá di Rossano" pubblicata nell 1839; 
* Amato, G.
nella "Crono-Istoria di Corigliano Calabro" pubblicata nell 1884; 

           
Vari documenti riguardanti la famiglia si trovano nella "Cacelleria Angioina" presso l´Archivio di Stato in Napoli; inoltre bolle e brevetti in originale sono conservati nell´archivio della famiglia Toscani.

            La famiglia dei
Toscani di Cosenza godeva gli onori del Sedile de´Nobili Patrizi di quella Cittá.

            Guglielmo, originario di Pisa, si portò nel regno di Sicilia nell´anno 1241 con l´esercito di Federico II, figlio dell´Imperatore Errico, dal quale ebbe in feudo lo Stato di Gravina; e fu egli che poi trapiantò la famiglia in Cosenza.

         Nell`anno 1326 e 1327 sul Registro della Grande Curia Siciliana è menzionato un VINCIGUERRA dei Toscani di Cosenza. Falconiere del Duca di Calabria. Ivi nel fascicolo 12 fol. 121 a tergo figura, tra i feudatari di Cosenza, Pietro Toscani quale intervenuto coi Maggiorenti Cosentini nella concessione d`immunità alla famiglia Castiglione, come è dato vedere nel relativo Diploma stesso d´immunità.

 Alcuni membri della Famiglia Toscani, pur conservando con la città di Cosenza ininterrotte le loro relazioni di sangue e di interesse, per parentele, per studi, per alte cariche ricoperte e per appartenenza ad Accademie Cosentini, presero dimora in Rossano ed altri in Corigliano Calabro.

  I tre fratelli  Filippo, Nicola y Roberto furono i primi ad stabilirssi, nell anno 1420, nella cittá di Rossano. Essendosi portato in quella città il 2 marzo 1431 Giovanni Caracciolo, Conte di Avellino, Gran Siniscalco del Regno, colla caratteristica di Governatore della Regina Giovanna, concedè a Filippo e Nicola in feudo 24 moggia di terra aratorie situate nel territorio di Rossano nella contrada Calderati.

Di questo ramo eccelsero:

·       Mario, che fu uno dei dieci capitani Rossanesi che presero attiva parte nella guerra di Otranto;

·       Bernardino, che fu paggio di Ferrante I di Aragona il quale gli concede nell´anno 1481 l´Ufficio di Vice segreto della Dogana di Rossano;

·       Aloisio, cui il Re Ludovico donò nel 1501 annui ducati 200 sopra la gabella del mal denaro della città di Cosenza; la Regina Isabella, moglie del detto Re, per servizi ad essa prestati, gli donò nel 1505 ducati 200 da esigerli sopra le sue doti, finalmente il 12 aprile 1507 il Duca di Calabria Ferdinando gli donò, poichè era consigliere e confidente della detta Isabella sua madre, il contado di Renna. Carolei, Domanico, S. Filippo e la Bagliva delle terre di Montalti e della Guardia;

·       Lorenzo, vescovo di Lodena che fu alla Corte del Re Cristianissimo, de è lodato da Bernardo Tasso nelle sue lettere;

·       Camillo, dottissimo nelle greche e latine lettere;

·       Alfonso, cui Carlo V nell`anno 1533 nel decorarlo di dignità militare, gli concedè di aggiungere nella propia impresa famigliare un`aquila nera aperta con la corona, lo scudo, l´elmo, tre mezzelune ed un leone colla bocca aperta, tenendo un ramo nella branca;

·       Giovan Camillo, cui Filippo II con privilegio spedito da Madrid nel 1590, concesse l´Ufficio di vice segreto e maestro portulano di Rossano, carica che Ferrante d´Aragona nel 1481 aveva donato a Bernardino;

·       Gio. Paolo, che nel 1597 ebbe in dono la dogana del sale di Rossano da Errico Gusman, conte di Olivares, vicerè di Filippo II, il quale lo aveva sperimentato per soldato di grande valore;

·       Silvio, che, pei suoi meriti, fu confermato da Filippo II nell´Ufficio di vice segreto e maestro portulano della città di Rossano;

·       Giuseppe, che fece tali progressi nelle discipline filosofiche, nelle umane lettere e nelle scienze legali da essere noverato, nell`età di 40 anni, trai i primi giureconsulti di Napoli. Il suo disinteresse nella nobilissima professione che esercitava era da tutti riconosciuto e lodato; nella sua carriera gli fu offerta una distinta carica nella magistratura che ricusò; Federico II, re di Prussia, gli inviò il suo codice per farvi quelle osservazioni che stimasse; pubblicò la dotta e profonda opera intitolata “De Causis Romani Juris” che il noto filosofo Genovese tanto encomia nella sua “Diocesina”, lib. I, cap. 20, fol. 237.

    Fra i primi a prendere dimora in Corigliano Calabro, troviamo:

·       Mario, che sposò in prime nozze, nel 1597, Eleonora Mandatoriccio, ed in seconde nozze Girolama Fagnano generando  
a)     Orazio,
eccellente nella poesia latina e greca, e
b)     Pompeo, che fu espertissimo nella militare disciplina, e che fu capitano;

     Il Pontefice Urbano VIII, con Bolla del 12 aprile 1628, concedè a Mario Toscani ed al figlio Orazio un beneficio in Corigliano, come riconoscimento delle loro benemerenze verso la patria.

·        Il Reverendo GIOVANNI, Rettore della Collegiata Chiesa di San Pietro e poi Abate della Schiavonia, morto il 26 marzo 1768; il di lui fratello:
·        
Pasquale, ardente patriota, sposato con la Nobildonna Geltrude Passavanti, dalla quale ebbe dodici figli, fra y quali Tommaso, Antonio y Gabriele.

a)     Antonio,  di Pasquale, nato a Corigliano Calabro il 22 gennaio 1774. è l´eroe di Vigliena, che, novello Pietro Micca, il 13 giugno 1799, mentre comandava il presidio di quel forte, s`immolò, in difesa della Repubblica Partenopea, contro le orde reazionarie del Cardinal Ruffo: già ferito in più parti del corpo, trascinossi a stento e carpone al magazzino delle polveri e, con un stoppaccio acceso, postovi fuoco, mandò vincitori, vinti e rovinate mura all´aria. Egli venne immortalato da una statua dello scultore Francesco Jerace. Il Comune di Cosenza ha dato il suo nome ad una piazza della città.  
  Se volete sapere di piú di Antonio Toscani:   Conoscete l'istoria di Antonio Toscani

b)    Tommaso, fratello di Antonio, nato a Corigliano Calabro il 18 dicembre 1779, sposatosi in Roma il 24 ottobre 1822 con la Contessa Marianna Mavilio, ebbe quattro figli:

1.     Raffaele, che morì celibe;

2.     Teodoro, Sacerdote, Monaco professo Basiliano nell`Abbazia di Grottaferrata, morto il 3 novembre 1867;

3.     Francesca,  Monaca professa Missionaria di S. Dorotea, Superiora nell`Instituto di tali Suore in Pernambuco (Brasile) ove morì affetta da febbre gialla;

4.     Davide,  nato in Roma il 23 maggio 1831, morto pure in Roma il 15 settembre 1898; Professore ordinario di medicina legale, Preside della Facoltà di Medicina nella R. Università di Roma, direttore della Sanità Pubblica del Comune di Roma; y sposò a Roma il 23 gennaio 1859 con Donna Augusta Leonini, nobile di S. Angelo di Vado, e da lui discendono gli attuali rappresentanti la famiglia.

          Ai predetti attuali rappresentanti con Decreto del Capo del Governo in data 19 marzo 1934 venne riconosciuto spettare il titolo di Patrizio di Cosenza, con trasmissione ai discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi.

Davide ebbe quatro figli:

  1. Odoardo, nato a Roma 19 Dicembre 1859, morto a Smirne per cause di servizio il 13 giugno 1914, Console Generale di S. Maestà il Re d`Italia, Cavaliere Uff. Mauriziano e della Corona d`Italia; aveva sposato in Roma il 15 novembre 1885 Teresa Tosi dalla quale ebbe:

Stefano, nato a Patrasso (Grecia) il 28 aprile 1896, alto funzionario nelle dogane cinesi, decorato di medaglia di bronzo al Valor Militare, sposato a Shangaj (Cina) il 25 febbraio 1924 con Ellen Chadderton, dalla quale ebbe:

a)     Candida, nata a Roma 17 settembre 1927 e

b)     Flavia, nata a Tientsin (Cina) il 13 aprile 1930.

2.          Giulio, nato a Roma l`11 maggio 1867, medico chirurgo primario, Tenente Colonnello Medico, Cavaliere dell`Ordine della Corona d`Italia, sposato a Roma il 27 aprile 1913 con Maddalena Loreti, dalla quale ebbe:

a)    Remo, nato a Roma il 21 aprile 1914, e

b)     Carlo, nato a Roma il 12 giugno 1918.

3.        Mario, nato a Roma il 31 marzo 1874, Avvocato, Direttore Capo Divisione al Gran Magistero Mauriziano, Capo di Gabinetto di S. E. il Primo Segretario di S. M. il Re, Commendatore Mauriziano e Grande Ufficiale della Corona d`Italia, sposato a Roma il 31 gennaio 1904 con Ida Reanda e padre di:

a)     Pía, nata a Roma il 2 marzo 1905;

b)    Laura, nata a Roma il 13 maggio 1908, sposata con Giovanni Zoppis, 1° Capitano d`Artiglieria; e

c)    Vittorio, nato a Roma il 30 luglio 1912.

4.        Angelo, nato a Roma il 28 ottobre 1876, dottore in giurisprudenza; Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario di prima Classe di S. M. il Re d`Italia. Commendatore Mauriziano e della Corona d`Italia, sposato a Roma il 28 aprile 1907 con la Nobile Donna Sofia dei Conti Millo di Casalgiate, morta a Roma il 12 gennaio 1919, che gli generò:

a)     Augusta Toscani Millo, nata a Ragusa (Dalmazia) l`11 luglio 1908, sposata con l`ingegnere Massimo Calabresi; e

b)     Antonio Toscani Millo, dottore in giurisprudenza, nato a Roma il 9 maggio 1911.

        I predetti Augusta e Antonio, furono autorizzati con Reale Degreto 19 settembre 1920 ad aggiungere al loro cognome paterno: Toscani, quello materno: Millo.

        La famiglia è inscritta nel "Libro d`Oro della Nobilità Italiana" col titolo di Patrizio di Cozenza (m.), Nobile dei Patrizi (f.), in virtù del D. C. G. di Ricon. 19 marzo 1934, in persona di:

Stefano, Odoardo, Davide y Tomasso

Figlie di Stefano: Candida e Flavia
Zii, figli di Davide, di Tomasso: Giulio, Mario, Angelo.
Fligli di Giulio: Remo e Carlo.
Fligli di Mario: Pía, Laura e Vittorio.
Fligli di Angelo: Augusta e Antonio.

 

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